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Il Grande Silenzio

Regia Philp Gronig
Vincitore dell' European Film Academy documentario 2006 - Prix Arte.
Candidato ai Nastri D'argento 2007 come miglior film europeo.

Per quattro volte nell’arco di vent’anni il regista, Philip Groning, aveva tentato di realizzare questa pellicola senza riuscirci. Poi finalmente il sì del priore. L’opera vuole sollecitare alcune domande essenziali: perché siamo al mondo? Che senso ha l’esistenza?
Tre ore di silenzio, tra le mura della Grande Chartreuse sulle Alpi francesi, tra i monaci che hanno rinunciato alla parola e scandiscono le proprie giornate con il lavoro, la preghiera e la meditazione. C’è di che spaventare il pubblico, naturalmente. E invece gli spettatori tedeschi sono corsi in sala a vedere "Il grande silenzio", che da venerdì 31 marzo sarà anche nelle nostre sale distribuito da Metacinema.

Inchiodando alla poltrona anche chi di solito non frequenta volentieri le sale cinematografiche, il documentario, privo di dialoghi (solo due minuti) e musica, ha persino battuto ai botteghini in Germania il maghetto Harry Potter trascinando al cinema migliaia di persone, ipnotizzate dal rumore dei passi dei religiosi, dalle campane, dai canti, dallo sfogliare delle pagine dei libri di preghiera.

Al Sundance Film Festival diretto da Robert Redford ha ottenuto il Premio Speciale della Giuria e all’ultima Mostra del Cinema di Venezia ha incantato sia la critica italiana che quella internazionale sottraendo per ben 160 minuti gli addetti ai lavori ai forsennati e insani ritmi festivalieri. E così quello che si pensava potesse vincere il titolo poco lusinghiero di film più noioso dell’anno è diventato un vero e proprio caso cinematografico, salutato come un capolavoro non solo dalla stampa cattolica. Tanto che persino Variety, la “bibbia” americana dello spettacolo, lo definisce «un saggio poetico sui ritmi rallentati della vita che con i suoi quieti piaceri guida gli spettatori a un’andatura misurata sul lento senso del tempo dei monaci. Con occhio da pittore e una profonda ammirazione per un mondo ermetico, separato che piuttosto che in contrasto con la vita moderna, Philip Groning porta il pubblico nel loro mondo di clausura».

Per quattro volte in vent’anni Groning, divenuto alla soglia dei 47 anni il regista del momento (sarà anche ospite dell’Alba International Film Festival, dove terrà una lezione di cinema), ha chiesto al priore il permesso di realizzare un documentario tra le mura del monastero. E finalmente quell’autorizzazione è arrivata. Per sei mesi il regista ha vissuto gomito a gomito con i monaci certosini filmando i loro ritmi quotidiani, che si ripetono da anni sempre uguali a se stessi, restituendo allo spettatore il senso del lento fluire del tempo. Unica condizione imposta dalla comunità: niente luci artificiali, niente troupe e niente commento, né verbale, né musicale. «La sfida più grande - ha detto Groning, unico cineasta al mondo al quale è stato concesso il privilegio di entrare con una cinepresa nella Chartreuse - è stata quella di creare uno spazio dove lo spettatore potesse rivolgersi domande essenziali. Cosa significa per noi essere nel mondo? Che senso ha l’esistenza? In altre parole all’interno del monastero le domande che sorgono non riguardano tanto la scelta di vita così estrema dei monaci, ma la nostra vita e le nostre scelte. E ho cercato di mostrare tutto questo con una forma che fosse adeguata al contenuto».

In cerca di risposte anche alle proprie domande, Groning dichiara di aver vissuto un’esperienza capace di modificare la propria esistenza. «La fiducia dei monaci che ogni cosa è governata da Dio - spiega il regista - è rimasta con me. Ho imparato da loro l’ottimismo e la capacità di riconoscere tutto ciò che di meraviglioso la vita ti offre. Nella nostra società siamo governati dalla paura di non avere successo, ricchezza, bellezza. Dopo l’esperienza nel monastero credo di essermi liberato da questa ossessione. E ora ho anche più bisogno di trascorrere del tempo in solitudine».

Alessandra De Luca, Avvenire 29 marzo 2006


Aggiunte:  Luned, 03 Aprile 2006

  



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