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Senza coda

Un esordio da classico
"Senza coda" è il primo romanzo di Marco Missiroli. Classe 1981, il giovane scrittore mostra talento. All'Albero delle Lettere sabato 17


Marco Missiroli, classe 1981, al suo primo romanzo Senza coda, (Fanucci editore), già dà segni di classicità. Il suo Pietro, ragazzino protagonista del libro, viene descritto e guardato in quello che può essere definito un apprendistato iniziatico alla vita.
Pietro raccoglie lucertole e colleziona le code in un barattolo. Ha compagni di strada sparsi per le vie che percorre nel pomeriggio dopo la scuola facendo ben attenzione a quando cala il sole, perché vorrà dire che è ora di tornare a casa.
Tra questi c'è Nino il giardiniere dalle mani callose e il viso buono che quando lo accoglie in casa tira fuori dalla madia una pagnotta di pane dal profumo di mollica fresca. C'è Luigi, compagno di classe, figlio di un pasticciere, eppure, come si dice in giro in paese "con un padre come quello, è un miracolo che sia uscito così".
E poi c'è sua madre, dalle gambe danzanti, sottili, bella e dolce, come tutte le madri che ci alzano il cappuccio del giubbotto per ripararci dalla pioggia, eppure vittima anche lei del Padre. Un padre con la P maiuscola sì, quello autoritario, duro, dalle mani che troppo spesso alza sul viso della moglie.
E allora quelle gambe non sono più danzanti ma "pesanti e maldestre", quando indietreggiano mentre "i pantaloni scuri con le scarpe lucide avanzano".
Perché il padre di Pietro picchia la moglie? E perché obbliga il figlio ad andare da un uomo, Carmine, dal viso bucato dall'acne, che il ragazzino così tanto teme? Qual è il segreto dietro il favore che lui deve compiere senza errori per non farlo arrabbiare?
Così come in un corridoio al buio, quello che quando si è piccoli si ha il timore di attraversare, seppur tra le mura domestiche della propria casa, così Marco Missiroli per la maggior parte del libro non lascia al lettore alcun spiraglio di luce, ma a tastoni lo conduce a dove porterà questo mistero.

Marina Giardina (tratto da in www.mentelocale.it)


Fra tre giorni ci vai da Carmine, a papà?
Questa frase, e per Pietro ricomincia a pulsare il segreto.. Un segreto racchiuso nel favore da fare a suo padre senza che nessuno lo venga a sapere e senza nessun errore. Questa frase, e per Pietro niente è uguale a prima. Così il sole forte del giardino diventa il buio cattivo della cantina, e l’odore buono della piccola casa si trasforma nel fetore di cemento della grande città. Non ci saranno più le sfide con l’amico Luigi e neanche le lucertole da catturare per poi tagliar loro la coda, né i pomeriggi con Nino, il vecchio giardiniere dalle mani callose e il sorriso buono. Non ci saranno più nemmeno le carezze di sua madre, soffocate da una verità crudele e silenziosa. Per Pietro, all’improvviso, ci sarà solo il mondo adulto di suo padre: quello di Carmine e del suo viso bucato, di Toni il pasticcere e dei suoi occhi da topo, degli uomini al cancello e di una cosa dentro che graffia e morde lo stomaco. Il mondo crudele che Pietro scoprirà attraverso i suoi occhi innocenti e a cui si ribellerà fino in fondo.


Aggiunte:  Luned, 08 Maggio 2006

  



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