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La guerra dei fiori rossi

Regia di Zhang Yuan
Vincitore del 'Prize of the Guild of German Art Cinemas' Al 56mo Festival Di Berlino (2006). - Premio Albacinema miglior Regia alla quinta edizione dell'alba International Film Festival (2006).

Non c’è nascita, e quindi speranza, in cui l’uomo e Dio non siano coinvolti insieme. Per realizzare il suo sogno, Dio deve entrare nei sogni dell’ uomo e l’uomo deve poter sognare i sogni di Dio (Abraham Heschel).

Siamo in Cina in un momento imprecisato vicino alla metà del 900. È un'epoca questa che richiede grandi sacrifici a tutti i cinesi: alle madri, ai padri e soprattutto ai bambini. Ambientato in uno dei tanti asili statali nati per far fronte al grande processo di rieducazione del popolo, Little Red Flowers è un film che sorprende per la sua straordinaria freschezza.

I piccoli fiori rossi citati nel titolo sono dei fiori di carta velina che le maestre regalano ai bambini più giudiziosi dell'asilo. Ci sono cinque modi di guadagnare i fiori: vestirsi da soli al mattino, lavarsi le mani prima di mangiare, essere educati con le maestre, non disubbidire alle regole e soprattutto andare regolarmente di corpo tutte le mattine. A Qiang però queste regole non vanno tanto giù, alcune non le capisce, altre non riesce a seguirle ma più di tutto Qiang non vuole stare in quell'asilo in cui i suoi genitori lo hanno relegato perché troppo impegnati con i gravosi doveri imposti dalla rivoluzione socialista. Cosa ci sta a fare lì, in un posto in cui tutti lo trattano come un tipo strano solo perché bagna il letto la sera?
Se poi ci sono cinque modi di guadagnare fiori rossi ce ne sono infiniti per perderli e Qiang questo lo sa bene. Forse per tutte queste ragioni da timido e remissivo diventa una vera peste e in un impeto di coraggio riesce persino a coalizzare l'intera scolaresca contro la maestra diffondendo la voce che di notte la donna si trasformi in un mostro divoratore di bambini.

Quello che ne esce è un film tenero e delicato che di fronte al dilemma di raccontare la storia dagli occhi dei bambini o da quella degli insegnati preferisce scegliere una terza via, quella dell'ottica di uno osservatore terzo dallo sguardo comprensivo che finisce di fatto per coincidere con lo sguardo di qualunque spettatore occidentale. Una scelta curiosa che, se risolta differentemente, avrebbe potuto portare a esiti molto diversi. L'unico difetto che si può attribuire al film è quello di non avere una fortissima tensione narrativa. Gli insegnanti della scuola non sono dei veri antagonisti e neppure la rivoluzione socialista ai cui dettami sono improntate le regole della scuola non appaiono mai come modelli negativi da combattere. Nonostante ciò Little Red Flowers diverte e incanta per la capacità del regista di lavorare con una cinquantina di bambini in età prescolare che le combinano di tutti i colori.
Un lavoro che potrebbe ricordare quello del francese Nicolas Philibert che nel suo Avere o Essere aveva ritratto una classe di bambini dell'Auvergne seguendo però intenti più chiaramente documentaristici.

La frase: "Chi, ogni giorno, avrà espulso la giusta quantità di escrementi sarà premiato con un piccolo fiore rosso"

Michele Alberico


Aggiunte:  Marted, 02 Gennaio 2007

  



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