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Cento chiodi

L'ipotesi descritta scaturisce dalla sensibilità umana, artistica e religiosa di Ermanno Olmi, uno dei maestri del nostro cinema, che il 30 marzo porterà nelle sale il suo ultimo film, «Cento chiodi». Un film che non potrà certamente lasciare indifferenti, che farà riflettere e discutere e che riproporrà in tutta la sua inquietante forza le grandi domande che Cristo ha rivolto e continua a rivolgere a ogni uomo.

Cento chiodi non è solo il più recente lavoro di Olmi, è anche, per espressa volontà del regista, il suo ultimo film di narrazione, dopo il quale si dedicherà esclusivamente ai documentari.

«Mi sono chiesto: che cosa racconto nel mio ultimo film? Meglio ancora: di chi parlo?», spiega Olmi. «L'unico interlocutore che continua a interrogarmi, senza che io riesca a darmi risposte rassicuranti, è Cristo, una figura inquietante che da 2000 anni occupa uno spazio della nostra esistenza pur non avendo mai scritto un libro».
(Tratto dall'Intervista esclusiva a ERMANNO OLMI sul suo nuovo film «Cento chiodi»)

RECENSIONI

Cento chiodi conficcati in cento libri, proprio nel loro corpo, uguali ai chiodi che nell'iconografia tradizionale trafiggono il corpo di Gesù sulla croce: questo si vede nel punto più alto della prima sequenza di Cento chiodi. Un'immagine terribile per gli occhi di chi creda che nei libri stia la più grande ricchezza degli uomini e delle donne. D'altra parte, in coerenza con il professoreî del film, Ermanno Olmi tenta così la sola strada che - dice - può farci uscire dall'idolatria del potere e l'interesse che rende sempre più bui questi tempi bui. Passa per la follia, quella strada. Cioè: passa per lo scandalo della rottura della verità condivisa, e della sua prepotenza. [...]
Roberto Escobar (Il Sole-24 Ore)

Ermanno Olmi, Il Poeta Solitario del cinema italiano, ci ha lasciato sempre intuire, in tutti i suoi film, il suo personalissimo anelito alla spiritualità. Sia, esplicitamente, rifacendosi ai Vangeli come in "Cammina, cammina..." o parafrasandoli come nella "Circostanza", sia, implicitamente, anche solo citando le guerre, l'odio, il perdono, la pace: come nel "Mestiere delle armi" e, di recente, in "Cantando dietro i paraventi". Oggi, arrivato al culmine di un itinerario narrativo che intende qui concludere per tornare al documentarismo delle sue origini, con un rigore ascetico e, nello stesso tempo, con una semplicità di accenti che ne fanno, pur in piena autonomia, il vero continuatore di Bresson, torna, ma con maturati e più sofferti propositi, alle parafrasi della "Circostanza". [...]
Gian Luigi Rondi (Il Tempo)

Tutti i libri del mondo non valgono un caffè, una carezza. Le religioni non hanno mai salvato il mondo. Nel giorno del Giudizio, sarà Dio a dover rendere conto della sofferenza degli uomini.
Magari sono queste idee ad aver bloccato a lungo Centochiodi di Ermanno Olmi, ad aver fatto sì che RAI Cinema rifiutasse il film a Festival, e neppure lo facesse vedere a chi chiedeva di vederlo.
È un film bellissimo. Olmi ha annunciato che a 76 anni, dopo aver diretto tanti lungometraggi, dopo quasi cinquant'anni di lavoro, non dirigerà più cinema narrativo. Questa è l'ultima volta. Farà documentari, regie teatrali, ritratti, altro. Oppure farà nulla. O cambierà idea, speriamo.
Centochiodi è comunque un film d'addio, condensa il pensiero del regista, le cose da lui sempre amate. [...]
Lietta Tornabuoni (La Stampa)

Dopo aver trafitto con grossi chiodi i preziosi manoscritti di una biblioteca universitaria, un giovane professore di filosofia dell'università di Bologna fa perdere le proprie tracce; poi si nasconde in un rudere lungo l'argine del Po. Dato alle fiamme il trattato che gli ambienti accademici attendevano da lui, l'uomo (che per tutto il film resterà innominato) intreccia nuovi rapporti con gli abitanti del posto: una piccola fornaia che se se innamora, un postino, i componenti di un insediamento abusivo, gente semplice e benevola per la quale il tempo s'è fermato. Quando la "civiltà" si fa viva è per turbare la quiete, portando le ruspe e chiedendo conto dell'operato del professore.
Ermanno Olmi ha annunciato che Centochiodi sarà la sua ultima opera narrativa; poi, tornerà ai
documentari con cui iniziò l'attività registica. [...]
Roberto Nepoti (La Repubblica)


Aggiunte:  Sabato, 31 Marzo 2007

Link relativo:  ERMANNO OLMI sul suo nuovo film «Cento chiodi»

  



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