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"In memoria di me"

Regia di Saverio Costanzo
Film in concorso al 75mo festival di Berlino (2007)

Costanzo si propone come fenomeno decisamente spiazzante nel panorama 'nuovo' nostrano. Oggetto misterioso e sotto osservazione sin dal suo apparire e evento premiato alla prima prova - quel "Private" che tanto divise e colpì - si presenta ora, e in concorso a Berlino, alla tappa nodale dell'Opera Seconda. Ed è una nuova sorpresa.
Un film difficile, per tutti, una storia divisa e che divide, per codice genetico. Difficile nella sua gravità, non alleviata dalle interpretazioni (pur notevoli in un paio di casi) e che rivela nelle pieghe più 'filosofiche' la sua maggior potenzialità di trasmissione al pubblico.

Tratto da "Il gesuita perfetto" di Furio Monicelli. ecco un film religioso, inevitabilmente cattolico, per temi ed ambientazioni, e istituzionale, ma che nella apologia nasconde il suo stesso rovescio. Il dubbio e la legittimità dello stesso sono un pericolo, ma anche un rasoio da superare per farsi 'servi', strumenti, di un insegnamento di rinuncia non per tutti e che lascia aperti interrogativi sul binomio ragione-sentimento. L'Ordine è centrale, e qui è la prima ambiguità, lessicale e logica, di un film che gode del farne anima della propria struttura.

Un ordine, religioso, che testa e che è testato, che fa della delazione un mezzo necessario e un habitus da inculcare ai novizi, ma che insieme vive di menzogne, con naturalezza, integrandole in un percorso educativo per il quale tutto è permesso in nome di un fine superiore. Ma Gesù è amore, è studio, è interpretazione? E chi lo rappresenta deve essere messo o esegeta? Il film esce da tutto questo ed è inevitabile che la sensibilità e la educazione di ciascuno ne facciano brandelli o spunto di riflessione. Difficile uscirne.

Lo stesso Costanzo si rifugia nell'umanità dei suoi personaggi, nell'impossibilità di dare risposte e definizioni, ma è ancora più stimolante (salvo un 'colpo di coda' finale, fin troppo didascalico) vedere e confrontare le diverse anime di questi 'soldati' della fede, o presunti e aspiranti tali, e le loro necessità e fughe, il motore delle loro azioni, la ricerca di identità proprie, l'esigenza di completezza, a ogni costo, pur di sentirsi esseri umani, prima di/grazie a/nonostante qualsiasi entità superiore.

È la storia del giovane Andrea, stanco della vita condotta fino ad oggi e bisognoso di trovare una dimensione esistenziale, il quale tenta la via della vocazione e rinuncia al mondo entrando in un noviziato di gesuiti... Ma prima dell'ordinazione i dubbi e le perplessità sono molti, e il confronto con gli altri suoi compagni e con l'istituzione ecclesiale produrrà uno stato di tensione difficile da gestire. Decidere che direzione dare alla propria vita continua a rimanere un'impresa ardua, come riuscire a risolvere il dissidio?

Mattia Pasquini


Aggiunte:  Luned, 02 Luglio 2007

  



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