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Regia di Ken Loach
Menzione speciale Signis e Premio Eiuc Human Rights Film Award alla 64ma mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia (2007).

In questo periodo di morti bianche e sfruttamento sul lavoro Ken Loach ha deciso di realizzare un film sulle condizioni degli immigrati a Londra, quello che ottiene è uno spaccato dal gusto amaro della società di cui siamo completamente inconsapevoli.
Protagonista del film è Angie, una ragazza di trentatre anni, con un figlio alla ricerca di una strada professionale in cui possa mostrare le sue doti. Decide perciò di aprire con la sua amica Rose una società che fornisce lavoro agli immigrati.

La particolarità del film di Loach consiste nell'analizzare un profondo problema sociale non dal punto di vista della vittima, ma da quello che può essere definito il suo carnefice. Angie è una donna, che fatica a tenersi a galla in un mondo maschilista, ha una grande voglia di dimostrare le sue doti e per questo decide di mettersi in attività da sola. La sua conoscenza dell'ambiente le rende facile il districarsi tra datori di lavoro occasionale e stranieri giunti a Londra per riuscire a sfamare una famiglia lasciata nel proprio luogo d'origine. Ma deve scendere troppo facilmente a patti con la realtà che la circonda: i datori di lavoro non vogliono avere grane, e gli immigrati in regola, consci dei propri diritti, si lamentano troppo. Inoltre, non tutti gli stranieri che non sono in regola sono terroristi, spesso sono padri di famiglia che hanno bisogno d'aiuto, scappati con i propri cari da un paese che li brutalizza, che non riescono ad ottenere un visto per strani ingranaggi burocratici, e per la paura di tornare dove rischierebbero la vita accettano qualsiasi compromesso.
La protagonista si trova presto ad un bivio, e dovrà scegliere quali siano le priorità: preferire la propria integrità, il guadagno, il rispetto della gente.

È un film da non perdere perché ci costringe a vedere ciò che spesso tendiamo ad ignorare, e perché grazie alla sua struttura poco cinematografica non ci distrae dal senso di denuncia che il regista ha voluto imprimere.

"Monica Cabras"


Aggiunte:  Gioved, 20 Dicembre 2007

  



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