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Gomorra

Regia Matteo Garrone.
Tratto dal romanzo di Roberto Saviano.
Presentato al 61°Festival di Cannes 18 Maggio 2008
Anno di produzione 2008

CANNES - Sala strapiena, quella del Grand Theatre Lumiéere, e applausi. Così è stato accolto a Cannes - dove corre per la Palma d'Oro insieme a Il Divo di Paolo Sorrentino - il film di Matteo Garrone Gomorra, tratto dal best seller di Roberto Saviano, uscito anche nelle sale in tutta Italia e anticipato da minacce nei confronti dell'autore del libro. Minacce che non hanno intimidito né l'autore né, tanto meno, il regista, né adesso nè durante la lavorazione. "C'è stato solo un po' di timore a inizio riprese - spiega Garrone - e anche con qualche minaccia di morte, ma poi ha prevalso il cinema con il suo enorme fascino".

Intanto Saviano, per ragioni di sicurezza, ha rinunciato alla Montées des Marches, la passerella alla quale invece si è prestato il cast del film. "Rinuncio volentieri, non è questa la cosa importante. Io sono un caso solo perché scrivo, ma ci sono molti come me sotto scorta nel mio Paese e il mio pensiero adesso va anche a loro".

Respinge, il regista, le polemiche sull'immagine distorta che il film darebbe del nostro Paese in un contesto internazionale come questa 61ma edizione del Festival di Cannes. "Se c'è qualcuno che vuol fare polemica la faccia pure - dice Garrone - questo film è stato accolto anche troppo bene, se c'è una voce contro, ben venga".

Toni Servillo, efficace nel ruolo di un imprenditore di rifiuti tossici, gli dà man forte:"Fa parte della tradizione italiana fare questo genere di cose. Penso a Il caso Mattei di Francesco Rosi. Ma la singolarità di questo lavoro di Garrone è di essere riuscito a mescolare informazione e emozione".

Gomorra intanto, in Italia, come ha detto il produttore Domenico Procacci della Fandango, va forte. Uscito venerdì "già sfiora il milione di Euro ed è stato acquistato, per ora, da dieci paesi". Comunque, se tra le sue cinque storie c'è n'è anche una sull'iniziazione dei giovani alle pratiche violente della camorra, il film non darà il cattivo esempio ai giovani campani: "In Gomorra si raccontano solo le conseguenze di queste scelte, c'è un rapporto diretto tra essere alla stesso tempo carnefici e vittime di questo sistema", sottolinea Garrone.

Su tutti, a conquistare con la sua spontaneità i giornalisti a Cannes è stato Ciro Petrone, classe 1987, che nel film interpreta proprio uno di questi due ragazzi che hanno voglia di fare strada a colpi di mitra. "Mi sembra 'nu vero miracolo stare qui a Cannes", dice in dialetto napoletano. E da lui arriva anche la morale di questo lavoro:"Vorrei che ai ragazzi servisse come segnale, vedendo Gomorra si possono capire tante cose".

A questo proposito, va detto che il film di Garrone è stato fatto anche con, e grazie al popolo delle Vele di Scampia, i palazzoni del quartiere di Napoli dove è stato in parte girato. "Sono stati il nostro primo pubblico - ha detto Garrone - ce n'erano sempre una cinquantina intorno a noi mentre giravamo e, proprio da loro, molto spesso, venivano suggerimenti che hanno portato a delle verifiche della sceneggiatura".

Quanto a Saviano, per lui misure eccezionali di sicurezza sulla Croisette e anche durante la conferenza stampa. Ai fotografi è stato impedito di stazionare per gli scatti di rito. Lo scrittore tradotto in oltre 23 paesi e che ha venduto con il suo Gomorra solo in Italia oltre un milione di copie è parso soddisfatto. "Non ho mai pensato davvero di raccontare solo di camorra, ma attraverso la camorra quello che accade non solo in Italia".

Saviano, che ama i numeri e gli aneddoti, ne sciorina qualcuno davanti a una strapiena conferenza stampa applaudita con entusiasmo. "Ci sono stati in trenta anni oltre 10 mila morti ammazzati dalla crimininalità. Molti di più di quelli della Striscia di Gaza. La camorra fattura 150 milioni di euro l'anno, siamo di fronte a dei veri imprenditori. Insomma, la volontà di Saviano ribadita più volte è quella di raccontare: "Questo film può dare ancora più strumenti, fa parte del mio progetto di far sapere, di raccontare, perché le cose cambino".
(La repubblica)


Aggiunte:  Luned, 19 Maggio 2008

  



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