«Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio». (Vangelo Lc 13,29)
Un dipartimento permanente per il dialogo tra credenti, non credenti, atei. È stato varato – riservatamente – in Vaticano nell'ambito del Pontificio Consiglio della Cultura. Si chiama, fondazione "Il Cortile dei gentili", in ricordo dell'omonimo cortile che nell'antico Tempio di Gerusalemme ospitava non ebrei, fedeli di altre religioni, agnostici. È stato Benedetto XVI a volerlo. Grande architetto dell'iniziativa, l'arcivescovo Gianfranco Ravasi, biblista di fama, che del Pontificio Consiglio della Cultura è presidente. Il nuovo dipartimento è già operativo, "anche se occorre mettere a punto alcuni dettagli organizzativi", anticipa Repubblica l'arcivescovo, pur garantendo che "la data dell'inaugurazione è già stata fissata per il 24 e 25 marzo 2011 a Parigi con un convegno internazionale alla Sorbona, all'Unesco e all'Academie Francaise". La nuova Fondazione vaticana nasce col proposito di sollecitare confronti a tutto campo in materia di fede tra credenti e non credenti, senza escludere che in futuro possano essere affrontati anche quei valori cattolici definiti "non negoziabili" da Benedetto XVI come la difesa della vita, il no all'aborto, il matrimonio tra un uomo e una donna, l'omosessualità. Una sfida "difficile", ma "non proibitiva" perché, sostiene monsignor Ravasi «la spiritualità tocca la persona in profondità, nel suo mistero, e non si riduce alla sfera morale e alla sessualità. Motivo per cui in questo nostro progetto partiamo da una base generale, ossia da una visione complessiva dell'uomo... siamo certi che gli atei aperti alla spiritualità si aspettano altro rispetto a un dialogo sull'aborto, l'omosessualità e la pedofilia. Non che questi temi debbano essere scartati a priori; saranno, invece, trattati a tempo debito».
Orazio La Rocca, tratto da La Repubblica 26 maggio 2010
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