| "La Bibbia è la
fonte cui hanno attinto, come in un alfabeto colorato,
gli artisti di tutti i tempi"
L’affermazione di Marc Chagall - uno dei massimi
artisti del nostro tempo - esprime bene il posto che
occupa nell’arte la Bibbia, il Libro sacro dove
Ebrei e Cristiani si riconoscono fratelli.
E sono stati gli artisti gli interpreti più noti
e i più "letti" della Bibbia. Le immagini
dipinte della Genesi e dell’Esodo, la caduta dell’uomo,
i Patriarchi che prefigurano il Salvatore, raccontano
in modo avvincente la” storia della salvezza”
che trova compimento, nella passione e risurrezione
di Cristo raffigurata dagli artisti di ogni epoca, nelle
forme del sentire didattico e liturgico del tempo.
Pensiamo allo splendore del racconto biblico nei mosaici
di < class="sfondobg">S.Marco a Venezia dove
la Creazione è narrata come i riquadri di un
fumetto. Ricordiamo in provincia di Cuneo le pitture
altomedioevali di S.Salvatore
Macra e, mentre nell’arte popolare del
1400 l’attenzione si sposta sull’umanità
di Cristo, si compiono i grandi cicli biblici della
Sistina con la Creazione michelangiolesca della volta,
il Soffitto Biblico della scuola grande di S.Rocco a
Venezia e la Bibbia delle logge di Raffaello a Roma.
L’arte contemporanea trova in il maggior interprete
della Bibbia: 17 grandi tele, 194 incisioni e guazzi
che rappresentano scene della Genesi, l’Esodo
e il Cantico dei Cantici e poi sculture mosaici arazzi,
una sala per concerti con grandi vetrate. E’ il
ciclo del “Messaggio Biblico”
di Nizza che il pittore ebreo realizzza tra il
1935 e il 1956.
Chagall nasce in Russia a Vitebsk nel 1887, da una famiglia
ebrea di tradizione Hassidica il movimento mistico,
Marc Chagall che privilegia
il rapporto diretto con Dio, la meraviglia contemplativa
per i benefici della vita terrena. Studiò a Pietroburgo
e, passando per Parigi, maturò uno stile che
fonde gli elementi della la sua straordinaria fantasia
“midrashica”, con indirizzi dell’arte
francese fauves e cubista.
Egli visse personalmente il dramma del suo popolo, molte
sue opere vennero distrutte dal nazismo. Fuggì
in America, poi tornò in Francia dove trascorse
gli ultimi anni e morì a St.Paul de Vence nel
1985.
I temi del suo bagaglio SIMBOLICO, nascono dalla sua
esperienza interiore, dal suo fantasticare che unisce
pittura e poesia, mentre l’allungarsi delle figure
liberate dalla gravità e il rifiuto della prospettiva
si ricollegano alla tradizione bizantina delle icone
russe . Realizza i temi biblici non come illustrazioni,
ma nell’ispirazione spirituale, come un ciclo
musicale e poetico.
Le opere del Message, non sono esposte con una successione
cronologica, non è imposto un percorso e senso
di lettura; secondo il criterio dell’artista il
Museo lascia che ogni opera diffonda la sua propria
atmosfera e comunichi al visitatori il suo messaggio,
quello che sta alla base dell'opera di Chagall: “Ho
voluto lasciare in questa casa i miei dipinti perché
gli uomini vi possano cercare e trovare una certa pace,
una certa spiritualità, un senso della vita…” |